ORA, ANCHE L’ITALIA, E' PRONTA PER L’ICE

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Con l’approvazione preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri di oggi, del D.P.R. CONCERNENTE LE MODALITÀ DI ATTUAZIONE DEL REGOLAMENTO UE (N. 211 DEL 16 FEBBRAIO 2011) RIGUARDANTE “L'INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI”, ora anche i cittadini e tutte le organizzazioni con sede in Italia potranno, a breve, pienamente sfruttare le opportunità offerte da questa importante innovazione prevista dal Trattato di Lisbona.


Il CIME, che insieme all’MFE, aveva sollecitato già più volte le istituzioni italiane ad attivarsi in tal senso, esprime oggi la sua soddisfazione e si augura che tale strumento possa avere un ruolo importante nell’avvicinare maggiormente i cittadini alle tematiche e dinamiche della democrazia europea.

Il Regolamento europeo riguardante tale innovativa misura di democrazia partecipativa, era entrato in vigore già il 1° aprile 2012, però, per divenire pienamente operativo anche nel nostro quadro nazionale, necessitava ancora di una disciplina di attuazione per la individuazione formale delle Autorità nazionali coinvolte (Ministero dell’Interno e DigitPA) nell’iniziativa, per la definizione dei rapporti tra le stesse e gli organizzatori e per la individuazione del modello di verifica e certificazione delle dichiarazioni di sostegno alle diverse iniziative legislative che sono già state ufficialmente presentate ad oggi e che aumenteranno sicuramente nei prossimi mesi ed anni.
Per avere un idea delle proposte normative europee che sono già state autorizzate per la raccolta delle necessarie firme (un milione), si veda:
http://ec.europa.eu/citizens-initiative/public/initiatives/ongoing

Tra le cose da sottolineare, che, avendo previsto la disciplina europea anche la raccolta di adesioni via internet, per la prima volta in Italia si regolamenta ufficialmente una tale metodologia, della quale è evidente la portata, come precedente, per eventuali sviluppi futuri della democrazia diretta anche a livello nazionale.

Ora appare anche fondamentale che tutte le istituzioni coinvolte e anche il CIME diano un contributo per far conoscere meglio alla popolazione questo strumento e quindi si possa far sapere in modo adeguato alla società civile organizzata che ora esiste una concreta possibilità di influenzare in modo trasparente l’agenda decisionale dell’Unione europea.