Newsletter n.20/2020 - Iniziative della settimana trascorsa...

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Al termine di una settimana assai densa di impegni sia istituzionali che del Movimento europeo, portiamo alla vostra attenzione il fatto che ci troviamo proprio nel vivo dei negoziati per numerosi capitoli che riguardano i prossimi anni della programmazione europea. Si sono infatti svolti, in questa settimana, in particolare, sia la sessione plenaria che il Consiglio europeo dei 27, ponendo all’ordine del giorno temi come la Brexit, il recovery fund, il bilancio che dovrà essere costituito da risorse proprie e non con la esclusiva contribuzione nazionale. Pur nel quadro ancora precario, perché condizionato dai veti dei cosiddetti Paesi “frugali”, emergono alcune priorità che si ritiene costituiranno i capisaldi della programmazione 2021 – 2027, cioè transizione ecologica, investimenti in digitalizzazione, impegno per un sistema europeo più resiliente rispetto al passato; i lavori continueranno con il passaggio della presidenza semestrale di turno del Consiglio dell’Ue dalla Croazia alla Germania. Su tutti questi argomenti, è di venerdì 19 giugno, alle ore 17, lo svolgimento di un dibattito a cui ha partecipato il Presidente del Movimento europeo, Pier Virgilio Dastoli – che ha delineato nel dettaglio questo quadro – con il segretario nazionale di Più Europa, Benedetto della Vedova, Gionny D’Anna, membro della direzione dei Radicali Italiano e Diana Severati, membro dell’Asssemblea nazionale di Più Europa e coordinatrice per l’Italia centrale dell’ALDE Party.

Con riferimento alla Brexit poi, si registra, questa settimana, una nuova mancanza di accordi, proprio a pochi giorni dai quattro anni dal referendum del 23 giugno 2016. Il commissario europeo Michel Barnier ha evidenziato come ci si trovi di fronte ad un atteggiamento opportunistico del Regno Unito, nella esclusiva volontà di concentrarsi sugli aspetti economici di tale accordo e di trascurare tutto ciò che può portare ad un futuro di buon vicinato. Riteniamo che, nell’ottica di rilanciare un futuro in cui l’Unione europea riesce più di oggi ad esprimere un ruolo efficace e adeguato alle sfide e alla posta in gioco, una logica del genere ben rappresenti dove sia necessario rinforzare l’azione istituzionale e politica europea. In altre parole, l’Europa, come da molti e da lungo tempo evidenziato, non può più limitarsi ad essere un mercato, ma deve avere capacità di governo e, per farlo,è anzitutto compito dei suoi rappresentanti mettere in atto i principi posti dai trattati e però spesso dimenticati. Considerata la notevole produzione normativa europea, un campo a se stante rispetto a quello del diritto nazionale, ciò che maggiormente si avverte è la necessità di un nuovo slancio in tale direzione.

 

 

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