Newsletter n.20/2020 - Carta dei diritti fondamentali

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Molto resta da migliorare nel settore dei diritti dei cittadini disabili, ai quali l’Unione riconosce e di cui rispetta “il diritto di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità”. Analizzando la giursprudenza della Corte di Giustizia dell’Ue, notiamo come siano numerosi gli ambiti entro cui tali su diritti possono essere chiarimenti interpretativi delle direttive europee. L’articolo 26 della Carta si connette infatti ad altri articoli: per esempio, al diritto all’integrità (art. 3), al diritto al lavoro (art. 15), al diritto alla non discriminazione (art. 21), alla sicurezza e all’assistenza sociale (art. 34), alla protezione della salute (art. 35).

Quello delle politiche sociali, inoltre, è un ambito sul quale si manifestano numerose necessità: è vero infatti che le persone disabili si vedono riconosciuti questi diritti, ma in concreto le modalità di risposta a questo tipo di esigenze variano in relazione ai modelli di welfare, che in Europa vedono l’esistenza di almeno quattro differenti approcci a seconda che l’area di riferimento sia quella mediterranea, mitteleuropea, nordica oppure orientale. Quello della tutela delle persone disabili è, indipendentemente dalle risposte fornite dal contesto di riferimento, un tema sul quale si può rilevare anche in che misura siano rispettati i principi di inclusione sociale e di non marginalizzazione: principi che contribuiscono a poter comprendere quanto all’interno di una società sia sviluppato il senso civico e anche quale sia il livello di libertà di un popolo, perché là dove la sofferenza di una persona disabile generi disagio diffuso, senso di oppressione e condizioni la vita delle persone care vuol dire che ancora non sono state sufficientemente sviluppate delle risposte istituzionali adeguate. Un aspetto particolare del problema è anche quello delle tutele assicurative con cui l’individuo può colmare alle carenze assistenziali da parte dello Stato: in un’epoca in cui le finanze pubbliche riducono il perimetro dell’assistenza a livelli essenziali delle prestazioni e continueranno anche a limitare la spesa per la previdenza, si tratta senz’altro di una soluzione da tenere in debito conto, in un quadro di adeguata informazione e trasparenza per i cittadini.

 

 

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