Newsletter n.24/2020 - Consigli di lettura

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Anche questa settimana, il testo scelto consente di sintetizzare in un’unica sezione la parte dedicata ai libri e gli argomenti economici. Ci concentriamo infatti sul libro “Disuguaglianze: Come ridurle, nel mercato e tra i consumatori” del giornalista Roberto Sommella, Direttore di “Affari e Finanza”, fondatore de “La nuova Europa” nonché membro eletto del Consiglio di presidenza del Movimento europeo - Italia. I temi trattati all’interno del testo, pubblicato da Rubbettino editore nel 2018, ci sembrano particolarmente indicati per il delicato momento vissuto dall’Unione europea: il vertice più lungo e complesso, probabilmente, della sua storia, è l’occasione per riflettere sul senso autentico delle politiche che dovrebbero essere perseguite. Afferma infatti Sommella che “L'età del cambiamento sta trasformando tutti i rapporti di forza nella società e nell'economia. Si può essere ricchi, ricchissimi, più di un intero piccolo stato, come accade ormai alla fortuna personale dei padroni delle grandi multinazionali digitali, ma certo avere un patrimonio superiore a quanto prodotto da tutti i paesi è un unicum. Eppure questo limite è prossimo dall'essere oltrepassato. La ricchezza mondiale degli High Net Worth Individual (HNWI), ovvero coloro che possiedono investimenti superiori a un milione di dollari (esclusa la prima casa), insomma quelli che un tempo si dicevano Paperoni, ha superato nel 2017 per la prima volta la soglia dei 70 mila miliardi di dollari, con un aumento del 10,6% sul 2016 (era di 42,7 mila miliardi nel 2010), sesto anno consecutivo di boom. Esattamente, dollaro più dollaro meno, quanto vale l'intero Pil mondiale. E analogo fenomeno si registra in Italia, dove i nuovi ricchi sono aumentati del 9% in un anno e i poveri sono raddoppiati in un decennio.Uno spread sociale enorme, quello che fa più male e che i governi faticano a ridurre”. Le politiche dell’Unione, mosse dal principio della solidarietà, dovrebbero essere in grado di individuare soluzioni che possano riequilibrare la situazione e il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, nel suo discorso al Consiglio del 17 luglio scorso (lo si può trovare tra i documenti chiave di questa settimana) ha anche posto l’accento sulla necessità di ovviare al disagio dei molti che si trovano in questa situazione e che affrontano il fardello delle disuguaglianze: “Noi rappresentiamo tutti i cittadini europei e la grande maggioranza è composta da quelli che non ce la fanno. Se noi non saremo all'altezza e non risponderemo con coraggio e senso della giustizia a questa moltitudine, che ha il diritto ad un futuro sereno, per sé e per i propri figli, non avremo soltanto un grande problema di costruzione europea, ma di vera e propria tenuta delle istituzioni democratiche”. In questa dinamica, possiamo comprendere anche quali siano i rischi per il nostro Paese che, come ha affermato il Direttore di “Repubblica”, Maurizio Molinari, domenica 19 luglio nel suo editoriale “L’Europa rischia un salto all’indietro”, “all’interno di questa lacerazione europea spicca l’intento dei “frugali”, appoggiati dai “sovranisti” Polonia e Ungheria, di rafforzare la dimensione intergovernativa dell’Unione a scapito di quella comunitaria: affidare la gestione del “Recovery Fund” ai governi — garantiti dal diritto di veto — significa indebolire Commissione Ue e Parlamento europeo, pregiudicando le fondamenta stesse della casa comune. A rischiare di fare le spese di tali divisioni è il nostro Paese”. Un’evoluzione simile rappresenta l’esatto contrario di quanto ci si augura che si raggiunga, cioè una riforma dell’Unione che rinforzi invece i poteri di Commissione e Parlamento. Le parole degli esperti vanno dunque correttamente inquadrate e viste come un monito affinché lo scenario peggiore possa essere scongiurato con ogni mezzo e l’Unione europea esca da questa crisi rinforzata nelle sue prerogative, nella sua legittimazione agli occhi dei cittadini e possa fornire risposte efficaci al tema delle disuguaglianze.

 

 

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