Via Angelo Brunetti, 60   06.36001705  06.87755731  segreteriacime@tin.it  segreteria@movimentoeuropeo.it

Newsletter 3 Maggio/2021 - L'EDITORIALE

Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
 

 

Il 9 maggio riapre il cantiere dell’Europa: la piazza di Polibio o le strade di Porto Alegre

Il 9 maggio riapre a Strasburgo il cantiere dell’Europa. Ventisei mesi dopo la lettera di Emmanuel Macron alle cittadine e ai cittadini europei e con i lunghi mesi della pandemia in mezzo, parte finalmente la Conferenza sul futuro dell’Europa che dovrebbe aprire la strada ad un’Unione “che protegge” e non solo dal virus.

Come tutti i cantieri, anche quello che si apre a Strasburgo sarà inizialmente “vietato ai non addetti ai lavori” e nell’emiciclo del Parlamento europeo ci saranno soprattutto i rappresentanti delle istituzioni, nazionali ed europee.

L’idea originale di creare uno spazio pubblico di confronto vero fra la democrazia partecipativa e quella rappresentativa si è parzialmente persa nei meandri degli interminabili  -e incomprensibili ai più – negoziati fra il Consiglio e il Parlamento europeo o meglio fra il COREPER (e cioè gli ambasciatori che rappresentano i governi a Bruxelles) e i capi gruppi del Parlamento europeo (che dovrebbero parlare a nome di ancora embrionali partiti europei).

Si sono innanzitutto dimenticate la democrazia paritaria perché l’equilibrio di genere è stato ignorato e la democrazia di prossimità perché, al di là di uno strapuntino di osservatore offerto al Presidente del Comitato delle Regioni, i  poteri locali e regionali sono stati per ora lasciati fuori dal cantiere.

La cosa non ci sorprende – ma ci continua ad indignare – perché la parola “città” non compare in nessun articolo dell’eccessivamente corposo trattato di Lisbona.

Di una vera democrazia partecipativa per ora non si può parlare perché – studiando il complicato funzionamento della piattaforma online, dei panel tematici (sei) e delle plenarie (quattro) si è percepisce l’idea delle istituzioni e soprattutto del COREPER di usare la Conferenza come una gigantesca “citizens consultation” ispirata all’immagine di Polibio di una democrazia elitaria in cui l’élite sta dentro i palazzi e decide interpretando gli applausi o i fischi del popolo in piazza.

Nell’idea del COREPER anche la democrazia rappresentativa è embrionale perché all’unanimità gli ambasciatori hanno deciso che, poiché i rappresentanti dei governi devono essere cinquanta quattro, anche i rappresentanti dei parlamenti nazionali e del parlamento europeo devono essere 54+54 con buona pace della partecipazione attiva di tutte le culture politiche europee e nazionali grandi e piccole.

La gigantesca citizens consultation si conferma poi nell’idea grottesca che le cittadine e i cittadini -scelti a sorte da società private – narrano liberamente la loro visione o il loro sogno del futuro dell’Europa ma le decisioni finali vengono prese all’unanimità dall’élite di memoria polibiana dell’Executive board per essere poi consegnate alle istituzioni di cui i rappresentanti stanno già nell’Executive board.

Non è ancora detto che prevalgano le decisioni del COREPER perché il Parlamento europeo ha mostrato una certa determinazione a difendere un modello multiplo di democrazia rappresentativa anche se la sua determinazione è più sfumata quando si ratta di immaginare come può o potrebbe funzionare la democrazia partecipativa.

Noi speriamo ancora che la determinazione del Parlamento europeo non ceda alle lusinghe della scelta tradizionale di un minimo comun denominatore interistituzionale e che il Presidente del Parlamento europeo difenda – nella cittadella della democrazia europea a Strasburgo – l’idea di uno spazio pubblico europeo per disegnare il futuro dell’Europa che sia più vicina all’immagine delle strade di Porto Alegre quando nacque il primo Forum mondiale della società civile e fu inventato il “bilancio partecipativo” piuttosto che i palazzi di Polibio.

coccodrillo

 

 

 

 

Registrati per ricevere le nostre newsletter.
 

Sostieni le iniziative del Movimento Europeo con una piccola donazione


Movimento Europeo

Italia

E' una rete di organizzazioni che mobilita cittadini e sostiene un'unione democratica, federale e allargata dal 1948.

© Movimento Europeo  -  Realizzato da logoims

Search