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PLENARIA STRAORDINARIA PE: LETTERA AI DEPUTATI EUROPEI

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Il Parlamento europeo si riunirà in sessione plenaria straordinaria giovedì 23 luglio per discutere i risultati del Consiglio europeo del 17-21 luglio alla presenza del Presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

Il dibattito si concluderà con l'adozione di una risoluzione (leggi il testo della proposta) sul Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2021-2027, un sistema di risorse proprie e il Piano di ripresa (Recovery Plan) per l'Europa.

Il Parlamento avrà l'ultima parola sul QFP prima della sua entrata in vigore. L'attuale bilancio pluriennale scade il 31 dicembre 2020.

In vista della sessione plenaria straordinaria, il Movimento europeo in Italia ha inviato la seguente lettera a tutti i deputati europei eletti in italia:

 

Care e cari deputati europei eletti in Italia,

l’accordo raggiunto dai capi di Stato e di governo dei 27 paesi membri ha evitato un pericolosissimo “rompete le righe” con effetti dirompenti sul funzionamento del sistema europeo e con spinte centrifughe nazionali difficilmente ricomponibili nel breve-medio periodo.

Il Movimento europeo in Italia ritiene che il pericolo sia stato evitato

  • perché si è costituita una alleanza di paesi e di governi che hanno condiviso l’idea che l’interesse nazionale coincide con l’interesse europeo,
  • perché la squadra del governo italiano a livello politico, diplomatico e tecnico con il sostegno costante del Quirinale ha scelto senza riserve la strada di questa nuova alleanza
  • e perché questa alleanza inizialmente minoritaria è stata in grado di riunire intorno a sé il consenso della maggioranza riluttante dei paesi membri mettendo in minoranza i cosiddetti governi “frugali”.

Il pericolo è stato evitato soprattutto perché in tutti i paesi europei continua a prevalere un mutamento culturale prima che politico secondo cui la soluzione dei problemi europei debba essere ricercata in primo luogo nella dimensione europea prima che in quelle nazionali rafforzando l’acquis communautaire.

L’attribuzione delle risorse ai paesi in difficoltà, siano esse attraverso sovvenzioni o prestiti, non sarà condizionato alla sostenibilità delle finanze interne secondo le regole della governance economica e monetaria ma al rispetto delle priorità fissate dalla Commissione nelle “comunicazioni” del 27 maggio: transizione ecologica, digitalizzazione e resilienza del sistema pubblico, economico e sociale ivi compresa l’efficienza del sistema sanitario.

Al rispetto di queste priorità si accompagna la difesa degli interessi finanziari dell’Unione per evitare il rischio di frodi o dell’uso dei fondi europei da parte della criminalità organizzata.

Dopo l’accordo del 20 luglio il Movimento europeo in Italia ritiene ancor più necessario riflettere sui seguenti aspetti politici ed istituzionali:

  • Abbiamo assistito in questi mesi alla scomparsa delle culture politiche in Europa con un mutamento graduale ma radicale dei sistemi democratici nazionali e con l’evaporazione della democrazia politica – in statu nascendi – nell’Unione europea in un quadro largamente omogeneo che dà ragione all’idea di Juergen Habermas del cosiddetto “federalismo degli esecutivi” e alla sua sollecitazione a “Ripensare l’Europa”. L’evaporazione si è accentuata nel tempo sospeso del COVID-19 con l’emarginazione dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo e ha raggiunto il suo acme nel negoziato intergovernativo sul “piano di rilancio europeo”.
  • Il Consiglio europeo ha occupato tutto il terreno dei negoziati ignorando il Parlamento europeo (che non ha voce in capitolo sulle risorse proprie e potrebbe non essere nemmeno consultato sul Next Generation EU che riguarda le spese e sul “piano di rilancio europeo” che riguarda le entrate) e costringendo al silenzio istituzionale la Commissione europea e la sua presidente Ursula von der Leyen.
  • L’occupazione del terreno dei negoziati da parte del Consiglio europeo ha reso inevitabili alcune conseguenze: il voto all’unanimità e il diritto di veto, il mantenimento dei rebates a paesi con un alto prodotto interno lordo, il droit de regard del comitato intergovernativo degli sherpa dei ministri delle finanze sui progetti nazionali da finanziare, il freno di emergenza davanti al Consiglio europeo e last but not least un meccanismo ancor più difficile da applicare dell’articolo 7 del Trattato di Lisbona per il rispetto dello stato di diritto.
  • Il Consiglio europeo ha voluto mantenere la durata settennale del QFP abolendo anche la clausola di salvaguardia della mid-term review con forti riduzioni in politiche europee che dovrebbero garantire alle cittadine e ai cittadini europei beni comuni che non possono essere assicurati dagli Stati nazionali ognuno per conto proprio.

Emarginato nel dibattito sul piano di rilancio e privo di poteri sulle risorse proprie, il Parlamento europeo ha tuttavia il potere di negoziare senza emendamenti e – in mancanza di un accordo soddisfacente - di non accettare il Quadro Finanziario Pluriennale che gli sarà proposto dal Consiglio.

In questo caso il Parlamento europeo aprirebbe un salutare conflitto interistituzionale ponendo le basi del “ripensamento dell’Europa”, a cui ci aveva sollecitato Juergen Habermas e che fu alla base dell’iniziativa del Club del Coccodrillo durante la prima legislatura europea, in vista di una profonda riforma dell’Unione europea per una compiuta democrazia europea rappresentativa e partecipativa. In questo quadro, la crescita del ruolo del PE rappresenta lo strumento per rafforzare nelle cittadine e nei cittadini europei il sentimento della “concittadinanza” superando i particolarismi nazionalisti che nuocciono gravemente al processo di integrazione europea.

Al centro del processo di riforma si colloca il ruolo di leadership rivendicato dalla Assemblea nella risoluzione del 15 gennaio 2020 sulla Conferenza relativa al futuro dell’Europa secondo il metodo democratico costituente che i movimenti europeisti hanno assunto come priorità della loro azione.

Con molti cordiali saluti e auguri di buon lavoro.

Per il Consiglio di Presidenza del Movimento europeo in Italia

Pier Virgilio Dastoli

 


RISOLUZIONE APPROVATA DAL PARLAMENTO EUROPEO SULLE CONCLUSIONI DELLA RIUNIONE STRAORDINARIA DEL CONSIGLIO EUROPEO DEL 17-21 LUGLIO 2020

 

 

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