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PER UNA PROPOSTA DI PACE DELL'UNIONE EUROPEA

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E' stato presentato a Roma, il 20 giugno, presso la Sala delle Bandiere dell'Ufficio di Informazione in Italia del Parlamento europeo, l'appello promosso da ANPI, ARCI, Movimento Europeo, Rete italiana Pace e Disarmo, Marco Tarquinio, direttore del quotidiano Avvenire.

Alla conferenza stampa hanno preso parte a nome dei promotori: Pier Virgilio Dastoli (Presidente del Movimento Europeo), Gianfranco Pagliarulo (Presidente nazionale ANPI), Marco Tarquinio (Direttore di Avvenire), Franco Uda (Presidenza nazionale ARCI). Ha coordinato i lavori Susanna Florio (Comitato nazionale ANPI).

Segue il testo dell'appello:

 

PER UNA PROPOSTA DI PACE DELL'UNIONE EUROPEA

“L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. (art.11 della Costituzione della Repubblica italiana).

Siamo con la popolazione ucraina martoriata dalla guerra e vittima dell’aggressione russa. L'Ucraina sta resistendo in molte forme, militari e civili, ma la guerra è sempre una sconfitta, per tutte le parti coinvolte, per la diplomazia e per la politica. Negli ultimi giorni si sta facendo più netta la preoccupazione per la drammatica accelerazione di un conflitto atroce, che può portare a un tragico scontro bellico mondiale e che sta già innescando una crisi alimentare pagata da tanti e soprattutto in alcune delle nazioni più povere del pianeta.

Spetta all’Unione Europea la responsabilità di promuovere una concreta iniziativa di pace. La guerra è scoppiata in Europa e saranno i paesi dell’UE a sopportarne le conseguenze sociali, economiche, energetiche e militari. Sarà l’UE responsabile in buona parte del finanziamento e della ricostruzione delle città e delle infrastrutture ucraine.

L’Unione Europea deve immediatamente operare con una sola voce, con la spinta concorde del Parlamento Europeo e della Commissione, diventando un affidabile intermediatore e non delegando solo agli Stati Uniti d’America e alla NATO decisioni che riguardano in primo luogo l’Europa.

Occorre operare affinché si stabilisca in Europa un nuovo clima di concordia e si avvii nel mondo, come ha affermato il Presidente Mattarella a Strasburgo, “un dialogo, non prove di forza tra grandi potenze che devono comprendere di essere sempre meno tali”.

Si aprano subito negoziati per un definitivo accordo di pace!

La Russia deve immediatamente cessare le operazioni militari e a tutte le parti coinvolte chiediamo di avviare colloqui di pace e allo stesso tempo auspichiamo l’immediato ritiro delle truppe russe.

Chiediamo a tutte le organizzazioni internazionali, in primo luogo alle Nazioni Unite, ma soprattutto all’Unione Europea, di assumersi immediatamente la responsabilità di una intermediazione che consenta al più presto il cessate il fuoco in Ucraina ed eviti a tutti i costi l’allargamento e l’aggravarsi del conflitto in altre regioni d’Europa.

Chiediamo che l’Unione Europea ed il nostro governo agiscano nell’ambito dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con una decisa azione nei confronti del Consiglio di Sicurezza per l’invio di forze di interposizione (“peace-keeping”) sotto la bandiera delle Nazioni Unite, per garantire il rispetto del cessate il fuoco, facendo della protezione dei civili la loro priorità. Le operazioni umanitarie dovranno essere intensificate in Ucraina e ai suoi confini. Alle Nazioni Unite va garantito un accesso sicuro e senza ostacoli a tutte le aree del conflitto...

 

..Scarica l'appello completo.

 

 

 

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