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PRESENTATO AL CNEL IL RAPPORTO FINALE DI “OFFICINA 2014, L’ITALIA IN EUROPA”

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Il 24 febbraio a Roma, presso ed in collaborazione con il CNEL, il CIME ha presentato il rapporto finale del progetto “Officina 2014: l’Italia in Europa” frutto del lavoro portato avanti ad iniziare dall’ottobre del 2012, con l’intenzione di fare un innovativo percorso di avvicinamento al semestre italiano di presidenza del Consiglio UE che sensibilizzasse e coinvolgesse i vari portatori di interesse del paese, per renderli partecipi della definizione delle priorità che il governo dovrà predisporre per indirizzare il proprio programma di lavoro, nonché la strategia generale del prossimo “Trio” di presidenze (Italia, Lettonia, Lussemburgo).

 

Il rapporto dal titolo “Verso il Semestre di Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea; analisi e proposte” (pagine 290)edito da Mazzanti Editore è disponibile sulle principali piattaforme di diffusione editoriale. La ricerca e il progetto in generale sono stati resi possibili grazie al sostegno del governo italiano (Dipartimento per le Politiche Europee della Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero degli Affari Esteri) e di alcuni sponsor privati (UNICREDIT e Fondazione CARIPLO) ed è stato curato da uno staff di ricerca costituito all’interno del CIMEcon EurActiv.it in qualità di media partern.


I lavori voltisi nel Parlamentino del CNEL sono stati aperti dall’intervento del Presidente del CNEL, Antonio Marzano, che ha voluto sottolineare come l’attuale crisi europea sia in prevalenza frutto di riforme incompiute ed una visione politica europea unitaria assente di lungo periodo che ormai sta radicalmente aumentando il distacco dei cittadini dalle istituzioni UE. Ne consegue che qualsiasi ulteriore vero progresso dell’integrazione UEdovrà essere necessariamente costruito intorno ai paradigmi irrinunciabili della difesa e del coinvolgimento della società civile,nonché dell’obiettivo del miglioramento della qualità della vita. In tale quadro il ruolo dell’Italia, spesso onorato nel passato, dovrebbe essere nuovamente quello di dare un nuovo progetto all’Unione con la definizione di un adeguato percorso costituente.


Il coordinamento dei successivi lavori è quindi stato assunto dal presidente del CIME, Pier Virgilio Dastoli che ha brevemente tracciato l’obiettivo e le modalità con cui si è strutturato il progetto “Officina 2014: l’Italia in Europa” e si è soffermato su alcune proposte emerse che ritiene particolarmente strategiche, quali la politica energetica europea e la lotta al cambiamento climatico, il miglioramento del quadro finanziario dell’UE, il rafforzamento della democrazia partecipativa, l’avvio rapido di un processo di riforma del Trattato di Lisbona anche attraverso la convocazione di Assise interparlamentari da organizzare a Roma durante il semestre di presidenza e una riflessione sul funzionamento dell’Unione a cinque anni dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.


Sono seguiti gli interventi di due rappresentanti del Ministero degli Affari esteri, coinvolti direttamente nella predisposizione delle priorità e nella gestione del semestre italiano. I ministri plenipotenziari Alberto Cutillo e Gabriele Altana. Entrambi hanno sottolineato l’autorevolezza e l’utilità del progetto promosso dal CIME per il contributo che può dare alla definizione delle priorità italiane in prospettiva di un semestre che si preannuncia strategico più per la riflessione e l’indirizzo politico che per l’attività normativa. Tra gli spunti emersi, in particolare si ritengono preziose le sollecitazioni pervenute in tema di politiche europee per la crescita e la lotta alla disoccupazione, sul ruolo globale dell’UE, sul tema dello sviluppo sostenibile e l’accento dato alla necessità di una nuova stagione di profonde riforme europee in prospettiva costituente. Vengono, inoltre, forniti alcuni dati e linee organizzative (bilancio della presidenza intorno ai 70 milioni, 18-20 Consigli informali, focus su Milano, ASEM, eventi con il coinvolgimento della società civile, ecc…) verso cui ci si sta indirizzando per fare del semestre stesso un rilevante momento politico e culturale.


Sono quindi intervenuti rappresentanti di diverse organizzazioni, attivi in vari settori di politiche comuni, che hanno dato un contribuito all’identificazione di priorità e di proposte.


Nell’ordine:
- Vittorio Cogliati Dezza, Presidente di LEGAMBIENTE, ha evidenziato la delicatezza del passaggio elettorale europeo in un momento dove appare fortemente in crisi il rapporto tra cittadini e istituzioni UE. Ha sollecitato quindi ad affrontare prioritariamente politiche che possano evidenziare il valore aggiunto europeo, in particolare in materia di cambiamenti climatici auspicando stimoli politici europei ampi e più chiari di quelli che ultimamente sembrano farsi strada. Ha ammonito sul rischio enorme che corre specialmente il territorio italiano in mancanza di successi in questa politica. La conferenza sul clima di Parigi a dicembre 2015 ricordata da Dastoli dovrà vedere un’UE protagonista. Un’attenzione particolare viene richiesta anche in tema di OGM, dove sarebbe auspicabile che venissero sempre più prese in considerazione ragioni di salvaguardia che tengano conto anche di diversi aspetti socio-economici.


- Emilio De Capitani, membro del Fundamental Rights European Experts Group, evidenzia, invece, i delicati passaggi che l’Italia si troverà a dover affrontare in tema di politica europea di giustizia e affari interni. Sottolinea quanto sia ancora difficile ragionare in termini di politica migratoria comune e di come sia ancora controversa la nuova linea politica destinata a sostituire quella di Stoccolma e di come vi saranno ancora prevedibilmente da guidare complicatissimi negoziati in tema di protezione dei dati, trasparenza e accesso ai documenti, lotta alle discriminazioni, riforma di EUROJUST e introduzione del Procuratore europeo, data la diversità di posizioni esistente ancora tra gli Stati membri.


- Fausto Durante della CGIL, sottolinea come il governo abbia dato ancora pochi spazi al contributo dei sindacati in tema di preparazione del semestre di presidenza. Invita quindi a riflettere su alcune proposte qualificanti: forti progressi in materia di agenda digitale, miglioramento e salto qualitativo in materia di Unione bancaria anche per eliminare il dumping sul credito interno all’UE, efficace governance economica comune, rafforzamento del coinvolgimento dei lavoratori, maggiore attenzione ai pericoli contenuti nella direttiva sul distacco dei lavoratori in fase di elaborazione (ad es. opposizione alla linea del distacco intra-gruppo), lancio di un piano europeo straordinario di investimenti con l’identificazione di nuove risorse finanziarie (sostegno all’ICE MFE-CIME su un New Deal Europeo).


- Paolo Garonna, Segretario generale FEBAF, richiama ad un forte lavoro di comunicazione già durante la campagna elettorale europea, per non doversi poi scontrare con le resistenze di un europarlamento con forti presenze euroscettiche. Tra le proposte che dovrebbero essere maggiormente sostenute dall’Italia, nel rispetto dell’ottica generale di risanamento dei bilanci pubblici, egli include: l’unione bancaria, le politiche di aumento della domanda interna, la modernizzazione del sistema finanziario europeo con l’aumento del ruolo dei grandi investitori istituzionali, il superamento del frazionamento che contraddistingue il mercato finanziario europeo (assicurazioni, fondi pensione, ecc…), passi avanti in tema di accordi commerciali internazionali, maggiore attenzione al tema del vicinato europeo in prospettiva dei futuri allargamenti dell’Unione.


- Roberto Grossi, presidente di FEDERCULTURE, ha evidenziato come uno dei punti forti dell’UE sia il suo capitale culturale e di come l’Italia abbia un ruolo di primo piano in questo contesto. Ha però ammonito anche sul fatto che bisogna ritornare ad essere anche innovativi produttori di cultura per la costruzione di nuovi modelli di società, mentre l’Italia, non sta assolutamente investendo su questo fronte e si trova ultima nel livello di investimenti culturali. Tra le indicazioni proposte per fronteggiare tale situazione egli elenca: il miglioramento del sistema educativo, l’evoluzione di adeguate strategie di managerialità della cultura, facilitazione dell’accesso ai giovani e alla costruzione di reti, miglioramento degli obiettivi del programma EUROPA CREATIVA, sfruttamento dell’attrattività culturale del territorio.


- Giacomo Mazzone, Segretario generale di EUROVISIONI e rappresentante dell’UER, ha invitato a non sottovalutare il ruolo dei semestri di presidenza meno legislativi, perché l’esperienza dimostra che essi sono quelli più adatti per riflessioni profonde e per indirizzare la Commissione europea verso i progetti futuri. Tra le priorità su cui chiede ai decisori politici il massimo impegno e la massima attenzione, in particolare si sofferma su: rinnovamento degli obiettivi specifici dei bandi del programma EUROPA CREATIVA, sull’intervenire autorevolmente come Unione europeaportatrice di propri specifici interessi nel dibattito in corso sulla nuova governance mondiale di internet, assumere un atteggiamento deciso nei confronti degli USA nelle prossime sessioni del negoziato Transatlantico sul commercio, ritenere strategica la prossima direttiva in campo di “data protection” per far ritornare ad essere competitive le imprese europee arginando in particolare la deregolamentazione USA, avere maggiore attenzione alla tutela dei minori, rivalorizzare il servizio pubblico radiotelevisivo.


- Giovanni Moro, Presidente FONDACA, sottolineando l’utilità del progetto CIME, mette l’accento sulla delicata gestione del “follow up” delle elezioni europee e sulla dimensione europea della cittadinanza attiva che giudica ancora troppo vaga e spesso anche mal realizzata specie nel momento di implementazione delle politiche europee. Malgrado la centralità del tema per permettere un generale recupero della fiducia verso l’UE, i cittadini, infatti, non possono essere consapevoli di qualcosa che ancora non si riesce precisamente a definire. L’Italia durante il suo semestre dovrebbe quindi dare un contributo importante alla ridefinizione dei contenuti stessi della cittadinanza europea e anche intervenire sul tema dello status dei residenti di lunga durata.


- Alessandro Valera, Research Manager di European Alternatives, richiama la grande responsabilità dell’Italia come paese fondatore della CE, per il contrasto al rischio del nazionalismo di ritorno che sta diventando concreto in questa fase della storia del processo di integrazione. Indica poi i temi più adatti da sviluppare per assolvere a questo ruolo: la costruzione di un’Europa sociale in grado di venire incontro anche alle singole persone, lo sviluppo di una comunità di diritti che sappia valorizzare anche le minoranze, la lotta alla corruzione ed alla criminalità organizzata in cui l’Italia possiede anche una serie di best practice, la difesa del pluralismo dei media attualmente anche tema di una apposita ICE. Si augura inoltre che il semestre italiano sappia dare un ruolo alla vera società civile europea.


Gli interventi di Fabio Masini, Segretario generale CIME e di Ugo Ferruta a nome dell’MFE, hanno evidenziato come la crisi abbia dato nuovamente centralità al problema delle riforme istituzionali da completare per l’UE e di come l’Italia dovrebbe impegnarsi per fissare in questo senso un calendario preciso.


Le conclusioni sono state quindi tratte da due dei Vicepresidenti del CIME, l’Amb. Rocco Cangelosi e l’on. Sandro Gozi (che qualche giorno dopo è stato nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, responsabile per gli Affari europei). Cangelosi ha sottolineato come, pur partendo dalla consapevolezza dei limiti gravanti sulle presidenze semestrali dopo la riforma di Lisbona e del periodo di transizione dettato dall’appuntamento elettorale europeoe conseguente nomine politiche da gestire, la presidenza italiana si colloca in un momento particolarmente delicato per il processo di integrazione che esige il rilancio di una nuova idea d’Europa, con nuove regole di funzionamento, politiche comuni più efficienti ed una particolare attenzione allo sviluppo industriale. Partendo dalla roadmap del documento dei 4 Presidenti (Van Rompuy, Barroso, Juncker e Draghi) si auspica inoltre che il governo italiano sappia dare centralità al ruolo del Parlamento europeo sostenendo anche una sua urgente iniziativa di tipo costituente.


Sandro Gozi invita a condurre una presidenza “umile” ma intensa che sia preparata con attenzione, anche provvedendo rapidamente alle necessarie riforme interne al paese e, come la relazione del CIME rispecchia, sappia dimostrare autorevolmente di avere dietro di sé il “Sistema Italia” nel suo complesso. Una presidenza che sappia passare dall’Europa delle regole a quella delle politiche della crescita, anche utilizzando tutta la flessibilità che gli attuali trattati concedono. Se l’egemonia tedesca negli ultimi anni si è sempre dimostrata andare a svantaggio dei nostri interessi, allora risulta urgente dare un forte contributo all’identificazione degli interessi comuni dell’UE. Tra i temi strategici che dovrebbero rappresentare dei pilastri, sottolinea in particolare l’importanza delle questioni legati all’affermazione Europa dei diritti, di una nuova politica di vicinato verso il Mediterraneo e di affermare con chiarezza che l’obiettivo dell’Italia è quello di una vera Unione politica.

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