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LA SCOMPARSA DI BINO OLIVI

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Bino OliviIl 15 febbraio e deceduto a Roma, Beniamino (Bino) Olivi, l'Europa perde così un altro italiano protagonista, fin dai primi anni, del processo di integrazione europea. Si pubblica il ricordo del Presidente del CIME, Pier Virgilio Dastoli.

"Se ne è andato Bino Olivi. Avrebbe compiuto 86 anni il 19 aprile. E' stato, come e più di altri, un personaggio scomodo delle vicende comunitarie, scomodo perché non nascondeva il suo legittimo disprezzo per la crescente improvvisazione con cui politici, giornalisti ed accademici si occupano dell'Europa, scomodo perché da testimone attento e critico del dipanarsi dell'integrazione europea ne è stato pedagogo per migliaia di studenti universitari qua e là per l'Europa.


Aveva partecipato ai negoziati per i trattati di Roma, scelto dal ministero degli Esteri per i suoi studi accademici di diritto comparato e per le sue conoscenze delle lingue, non solo il francese ma anche il tedesco sconosciuto ai più.

Avviene in tal modo il suo ingresso nelle istituzioni europee o meglio nella Commissione europea dove per diciotto anni crea, plasma, anima e fa crescere il più grande servizio al mondo di informazione rivolto alla stampa, più grande di quello della Casa Bianca.

Con la logica perversa che presiede spesso alle decisioni politico-burocratiche, viene messo hors cadre nel 1979 proprio quando la Commissione avrebbe avuto bisogno delle sue capacità di comunicatore.

Nonostante questa decisione perversa e con spirito di servizio si dedica con passione al progetto di una fondazione europea della cultura, affossato con miopia e meschini calcoli pseudo-nazionali dai Paesi Bassi.

Si dice di solito "instancabilmente" ma si dovrebbe dire meglio nonostante la stanchezza ha messo da allora le sue capacità di comunicatore e i suoi decenni di testimone critico al servizio dell'insegnamento della storia dell'Europa, non solo di quella vissuta nei palazzi di Bruxelles, Strasburgo e Lussemburgo.

Ha creduto nel valore aggiunto della dimensione europea essendo stato a suo modo un federalista, talvolta mediocremente disprezzato da chi aveva trasformato il federalismo pulito di Spinelli in una pseudo-ideologia. Di Spinelli fu amico critico, amico perché critico.

Siamo stati, a nostro modo, amici. Quando scompare un amico, resta non solo il rimpianto per la perdita ma anche il rammarico per quel che non si è voluto o non si è potuto dire.

Ciao Bino.

Pier Virgilio Dastoli"

 

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